#ijf15: presto l’informazione ambientale avrà la sua Carta deontologica

di Rossana Andreato
Ecoballe

Ecoballe/Wikipedia

La FIMA (Federazione Italiana Media Ambientali) nasce nel 2013 al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia. La federazione unisce tutti gli operatori dell’informazione ambientale che credono che questo tipo di informazione sia uno strumento fondamentale di costruzione del futuro. Ecco perché da qualche mese hanno avviato un processo che ha portato mercoledì 15 aprile, all’interno della nona edizione dello stesso festival, svoltosi dal 15 al 19 aprile a Perugia, alla presentazione di quella che sarà la Carta dell’Informazione Ambientale.

È stata presentata la “bozza definitiva”, il cui testo verrà pubblicato sul sito della FIMA il 5 giugno, Giornata Mondiale dell’Ambiente, mentre la versione ufficiale sarà fatta conoscere all’interno della diciannovesima edizione di Ecomondo, la “fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile” che da 18 anni si svolge ogni anno a Rimini in novembre, e che quest’anno si terrà dal 3 al 6 novembre.

Di questa carta c’era estremo bisogno, perché, come ha sottolineato Marco Gisotti, direttore di Green Factor e membro della FIMA,

«i temi ambientali non sono riconosciuti come un qualcosa di oggettivizzabile, ma sono visti come qualcosa di cui si può parlare, chiunque può affrontarli, quasi impunemente».

Si tratta infatti di un mondo dove regna parecchia confusione, che tratta argomenti sicuramente non facili, che risultano spesso complessi da affrontare, anche per i professionisti, abituati però a trattare altre tematiche. Uno dei punti deboli dell’informazione ambientale è che il filtro della comunicazione che la riguarda, diventa spesso e volentieri, per incrociare l’attenzione del pubblico, la catastrofe: eventi particolarmente drammatici vengono messi in prima pagina, ma con una capacità di analisi davvero limitata.

Uno dei punti chiave poi dell’informazione ambientale è il cambiamento climatico, definito da Sergio Ferraris, direttore di QualEnergia e membro dell’ufficio di presidenza FIMA che ha coordinato l’ultima parte del lavoro riguardante la carta, “cartina di tornasole dell’informazione ambientale”. Il cambiamento climatico attualmente è oggetto, da parte dei media mainstream, di indifferenza, oppure viene trattato in alcuni casi con incompetenza, altri con leggerezza, altri ancora con faziosità.

In questo contesto si inserisce la necessità di creare una lobby positiva che sia in grado di proporre un approccio corretto a tematiche tanto importanti e urgenti, in modo da permetterne un racconto approfondito e una comprensione immediata da parte di quelli che sono poi i fruitori di queste informazioni, relative a fatti che «incidono direttamente sulle condizioni di vita e sulle scelte dei cittadini», come afferma Sergio Ferraris.

La carta dell’Informazione Ambientale non sarà una normale carta deontologica: si distinguerà dalle altre perché deve regolamentare le competenze trasversali che essa stessa implica. In particolare diverse voci della carta sono state dedicate all’approccio scientifico, fondamentale in questo caso, per fare buona informazione. Ma la differenza sta anche nel fatto che non si parla di Carta del Giornalismo Ambientale, ma dell’Informazione Ambientale, perché non si trattano solo fenomeni che debbano per forza essere notiziabili e i canali di diffusione possono essere molti e variegati, implicando sempre di più la partecipazione dei cittadini stessi, spesso protagonisti più o meno consapevoli delle varie situazioni.

Le ambizioni per questo testo di riferimento sono elevate: verrà tradotto in inglese e gli autori sperano anche in spagnolo e francese, per permettere un confronto, sulla trattazione di questi temi, anche con gli altri Paesi. L’obbiettivo è che venga riconosciuto dall’Ordine dei giornalisti, in modo da diventare uno strumento “istituzionale”, da diffondere nel contesto dell’informazione globale, fino ad arrivare anche al Ministero per lo Sviluppo Economico per influenzarne l’azione e i principi.



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