Il 90% degli avvoltoi del Subcontinente Asiatico é scomparso a causa del Diclofenac. Rischio anche in Europa.

di Fabiano Belfiore

Riusciranno gli avvoltoi del vecchio continente a vivere tranquillamente senza che l’uomo continui a minacciarli? A quanto pare no. Purtroppo non c’è pace per questi grandi uccelli veleggiatori. Ultimamente in Spagna e in Italia è stato autorizzato l’utilizzo del Diclofenac, un farmaco estremamente tossico per la fauna selvatica che potrebbe portare all’estinzione questi magnifici saprofagi, ovvero mangiatori di carogne.

Il Diclofenac è un farmaco anti-infiammatorio molto potente ma anche tossico. Il medicinale, una volta ingerito, si accumula nelle carni degli animali e ne provoca l’avvelenamento e la morte quasi immediata. Gli animali infatti sviluppano la gotta viscerale, una malattia dovuta ad un aumento dell’acido urico nel sangue, che causa una cristallizzazione degli organi interni.

Negli anni ’90 in India, in Pakistan e in Nepal veniva usato come farmaco per il bestiame e in 10 anni ha contribuito alla riduzione della popolazione di rapaci del 90% portandoli sull’orlo dell’estinzione. «Gli avvoltoi sono magnifici uccelli – dice Ivan Ramirez, responsabile della Conservazione a BirdLife Europa – forniscono un servizio importante alla società: fanno pulizia di animali morti e contribuiscono ad evitare il diffondersi di malattie». Quando un animale muore, infatti, gli avvoltoi sono i primi ad arrivare sulla carcassa grazie alla vista acuta e all’olfatto molto sviluppato. L’elevata temperatura corporea e i potenti acidi gastrici, gli consentono in poche ore, di digerire completamente cibo anche infetto da gravi malattie, riducendo al minimo il diffondersi delle stesse. Nel subcontinente indiano la drastica riduzione degli avvoltoi ha arrecato gravi danni alla salute umana: non essendoci più gli uccelli, il ruolo di “spazzini” è passato ai cani randagi e ai ratti che hanno diffuso nell’area il virus della rabbia. Attualmente i governi di India, Pakistan e Nepal sono corsi ai ripari e hanno vietato totalmente la somministrazione di questo farmaco per uso veterinario.

E in Europa? «La penisola iberica, la Francia e l’Italia, posseggono la maggior parte delle popolazioni di avvoltoi – racconta Ivan Ramirez – Chiediamo all’Unione Europea di imparare dall’esperienza meridionale e di abolire l’uso veterinario del Diclofenac, al fine di evitare una catastrofe ecologica». Secondo un dossier tecnico del Vulture Conservation Fund, SEO/Birdlife e la RSPV, il massiccio inserimento del farmaco nel mercato Europeo potrebbe causare una grave riduzione di questi animali e un duro colpo alla biodiversità. Inoltre, tale perdita vanificherebbe i milioni di euro investiti dall’Unione Europea per salvare gli avvoltoi. «È scioccante – dichiara José Tavares, direttore del Vulture Conservation Foundation –  che il farmaco che ha già spazzato via la fauna selvatica in Asia, ora sia messo in commercio nei paesi cruciali per la conservazione degli avvoltoi». In effetti, tra l’Italia e la Spagna troviamo ben otto delle nove specie di avvoltoi del vecchio mondo. Le specie più rare presenti in Europa sono tutte protette dal diritto comunitario: il Capovaccaio (Neophron percnopterus) è forse la specie più a rischio ed è segnalata nella Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) come “in pericolo”; l’altra specie che non se la passa benissimo è l’Avvoltoio monaco  (Aegypius monachus) inserito nella Lista come “prossimo alla minaccia”. Il Gipeto (Gipaetus barbatus) e il Grifone (Gyps fulvus) hanno invece da poco ripreso a sorvolare i nostri cieli, ma solo dopo un considerevole sforzo per la conservazione che dura da decenni. «L’UE e gli Stati membri hanno l’obbligo giuridico di conservare gli avvoltoi sotto la legislazione della direttiva Uccelli, che impone di evitare danni ecologici – avverte Ariel Brunner, responsabile della politica UE –  Per questi motivi il Diclofenac per uso veterinario va rapidamente tolto dal mercato europeo».



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