I cosmetici nuociono gravemente alla salute della Terra: ecco come

di Chiara Serafini

I prodotti per l’igiene personale e quelli di bellezza fanno male alla Terra. Recenti analisi svolte dall’IRSA CNR e dal Ministero dell’Ambiente hanno dimostrato che alcuni principi attivi si possono trovare nelle falde e nei fiumi, rappresentando una minaccia per la salute sia nostra che dell’ambiente. Si tratta dei cosiddetti inquinanti emergenti, ancora poco studiati e le cui conseguenze sulla salute sono ancora in fase di valutazione.

A partire dalla metà dell’800 (con la scoperta della mauveina, primo colorante sintetico) sino ai giorni nostri sono stati rilasciati nell’ambiente moltissimi xenobiotici cioè composti che non sono normalmente presenti in natura.

Questi comprendono non solo sostanze ideate appositamente per nuocere a qualche organismo dannoso per le colture (come i pesticidi), ma si trovano nei detergenti, nei prodotti per l’igiene personale, nei farmaci. Sono inoltre prodotti nell’industria elettronica, alimentare, dei materiali da costruzione, dell’arredamento: praticamente da ogni settore dell‘attività umana. Dove vanno a finire i milioni di tonnellate di composti di sintesi che ogni anno vengono utilizzati?A livello ecologico gli ecosistemi fluviali in salute hanno una capacità autodepurativa basata su due meccanismi: la biodegradazione e la decomposizione. Attraverso un processo di biorisanamento i batteri ed i lieviti riducono gli effetti degli inquinanti sia naturali che artificiali e garantiscono un’acqua di qualità. La “bonifica naturale” degli ecosistemi non è in grado però di compensare questa immissione massiccia di inquinanti.

Inquinamento_Fiume_Lambro

Inquinamento fiume Lambro: Wikipedia

Per tale motivo, è possibile ritrovare nell’acqua anche ad uso “potabile” tracce di antibiotici, (con picchi invernali quando arrivano le influenze), di creme e cosmetici. Le sostanze incriminate non vengono filtrate neppure dai depuratori perché sono diluite migliaia di volte e sono di difficile individuazione dai sensori dei filtri di depurazione. Gli studi presentati durante la fiera di Rimini Ecomondo 2010 dimostrano come le conseguenze di ciò siano allarmanti: influenzano principalmente la sessualità il sistema riproduttivo soprattutto di pesci, anfibi, crostacei alterando così tutti gli equilibri biologici, trofici e riproduttivi che si ripercuotono su tutta la biosfera ed anche sull’uomo.

Queste sostanze vengono definite interferenti endocrini ovvero composti in grado di alterare il sistema ormonale degli organismi, causando ad esempio per l’uomo gravi problemi di infertilità. Altra caratteristica è la scarsa biodegradabilità che può comportare bioaccumulazione e biomagnificazione nell’organismo, meccanismi che possono amplificare l’effetto di tali sostanze lungo la catena alimentare. Si pensi che alcune sostanze come il dielderin (ora bandite) sono sospettate della eccessiva mortalità delle aquile di mare dalla testa bianca (Heliaeetus leucocephalus). Spesso le uniche precauzioni, molto discutibili, adottate dalle case produttrici a tutela della salute dell’uomo ma non dell’ambiente, sono i test di laboratorio sugli animali. Tali test sono molto crudeli: LD 50 valuta la dose  che uccide il 50 % degli animali, il Draize Eye test misura i danni alla vista nelle cavie da laboratorio. Per non parlare degli effetti nocivi anche sull’uomo come eczemi ed eritemi. Ad oggi nella popolazione c’è una attenzione crescente verso questi problemi e si sta diffondendo la green pharmacy che utilizza principi attivi rispettosi dell’ambiente. Attenti però che alcuni prodotti definiti “naturali” hanno additivi poco salutari come antiossidanti o conservanti.

Per uno sviluppo eco-centrico è sempre più importante essere consapevoli di quello che usiamo quotidianamente, dal cibo ai cosmetici , delle medicine  ai  detersivi: curiamo di meno noi e curiamo di più la Terra.



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  • Carlo Pedisdrucciolo

    Bellissimo articolo,

    sulla questione degli interferenti ambientali ci sono due link interessanti:

    http://www.iss.it/inte/

    http://www.ispesl.it/urp/schedeTecniche/dml/02_10_InterferentiEndocrini.pdf

    Ciao,
    Carlo

    • Chiara Serafini

      Ciao Carlo, ti ringrazio per il commento . Mi fa molto piacere che tu abbia trovato interessante questo argomento. Ho visto i link che hai suggerito, effettivamente ci sono diversi spunti interessanti da approfondire. La ricerca su questi temi è ancora molto vasta ed in continua evoluzione.
      Ti invito a continuare a seguire il nostro blog ed a dare suggerimenti che sono molto preziosi per noi.
      Ciao

    • Chiara Serafini

      Ciao Carlo, ti ringrazio per il commento . Mi fa molto piacere che tu abbia trovato interessante questo argomento. Ho visto i link che hai suggerito, effettivamente ci sono diversi spunti interessanti da approfondire. La ricerca su questi temi è ancora molto vasta ed in continua evoluzione.
      Ti invito a continuare a seguire il nostro blog ed a dare suggerimenti che sono molto preziosi per noi.
      Ciao