I guerrieri contro la Valdastico Nord

di Tommaso Gasperotti

Sabato 15 novembre la collocazione all’ingresso di Besenello (piccolo comune trentino della Vallagarina) della scultura di Florian Grott, un enorme guerriero in legno col braccio teso: a bloccare un’opera giudicata costosa, inutile, devastante. «È il baluardo di una battaglia iniziata vent’anni fa e mai abbandonata» affermano gli organizzatori.

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Il guerriero di legno

Al ritmo dei tamburi il guerriero di legno viene sospinto dalla folla verso la sua futura dimora. Volteggia nell’aria per qualche istante, sollevato dalla gru, prima di radicarsi nella terra che dovrà proteggere. Fiero, con un braccio teso per fermare la Valdastico Nord e l’altra mano chiusa a pugno in segno di lotta. Ad accompagnarlo la determinazione di un’intera comunità che numerosa ha dimostrato quanto la società civile abbia a cuore il proprio territorio.

È stata una grande festa, quella a Besenello. Circa 500 persone hanno preso parte al corteo che ha attraversato il paese: in prima linea il sindaco di Besenello Cristian Comperini assieme ai colleghi di altri paesi della Vallagarina, Volano, Nomi, Calliano, Folgaria, Mori, Aldeno e Villa Lagarina. E poi tantissimi giovani, famiglie con bambini, contadini e le associazioni e i comitati No Pirubi del Trentino e del Veneto. Dai cortili e dalle finestre delle case altri cittadini incitavano l’arrivo del guerriero.

Poi la sua posa, al centro della rotonda direzione Trento (qui dovrebbe sorgere l’ipotetico sbocco del tunnel della Valdastico Nord), dove centinaia di occhi osservavano incantati.

«Ci sentiamo uniti in questa lotta – afferma orgoglioso il sindaco Comperini – Il guerriero è un simbolo di fermezza e noi come lui non ci arrenderemo di fronte alla volontà di devastare il nostro territorio. Diciamo basta a strade, dighe, trivelle, tunnel, lo facciamo per i nostri figli».

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Il sindaco di Besenello Cristian Comperini assieme ai colleghi di altri paesi della Vallagarina, Volano, Nomi, Calliano, Folgaria, Mori, Aldeno e Villa Lagarina

«Dalla statale 12 l’immagine è bellissima, sullo sfondo, dietro la scultura, c’è il nostro castello, sembra quasi che i signori del maniero abbiano mandato in avanscoperta il guerriero per allontanare i pericoli – continua Comperini – Non possiamo permettere che deturpino questa stupenda vista. La Pirubi è superata, fuori dalla storia, e oggi consegniamo ai nostri politici questo corteo, questo grido unanime: noi non vogliamo il completamento della Valdastico Nord».

Walter Battisti dell’associazione giovanile “Libero Pensiero” ha la voce ferma ma carica di emozione: «Ci riempie il cuore vedere questa grande partecipazione, un grazie va alla comunità di Besenello con la quale abbiamo realizzato questa manifestazione e tenuta alta l’attenzione sul problema, teniamoci stretti».

La comunità di Besenello sfila in corteo, in testa i ragazzi

Sono loro, i ragazzi, a portare avanti il testimone di una storia infinita. Hanno fornito all’artista folgaretano Florian Grott il robusto tronco di cedro che lo scultore per un anno, senza voler nulla in cambio, ha plasmato dando vita all’eroe ligneo alto tre metri. «È un guerriero simbolico che impersonifica il pensiero dell’intera comunità» spiega Grott. Il consigliere Pd Alessio Manica, unico rappresentante provinciale presente al corteo, ricorda: «Tutti e tre i padri di questa follia sono morti». Erano Flaminio Piccoli, Mariano Rumor e Antonio Bisaglia (da qui Pi.Ru.Bi), rispettivamente originari di Trento, Vicenza e Rovigo, le tre città che sarebbero state collegate dall’autostrada. Nel 1972 venne realizzato il primo tratto, poi dal 2005 in Veneto si è proseguito, in Trentino ancora no. «E nonostante il sì al progetto da parte del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) non ci lasceremo intimidire – continua Manica – la società civile può fare molto di più della lentezza e della cecità della politica. Se il Trentino crede nello sviluppo sostenibile non può accettare quest’opera che serve solo a bucare le montagne, svuotare le sorgenti e ferire il territorio».

«Vent’anni fa la gente c’era e bloccò le prime trivelle della Pirubi – prende parola Silvano Postinghel del Comitato trentino Anti Pirubi – anche oggi, a distanza di anni, tanta gente è scesa in piazza. La Valdastico non serve a niente e non verrà fatta, possiamo vincere questa battaglia». Il guerriero, circondato dalla sua gente e dalle montagne, sarà un alleato in più e farà riflettere chiunque passi da lì.

 

Foto di Tommaso Gasperotti

 



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