Fenicotteri e grifoni dicono grazie a Helmar Schenk

di Rosy Matrangolo

Un libro racconta l’impresa di un ornitologo tedesco per la salvaguardia della biodiversità in Sardegna

SchenkNell’eldorado degli ornitologi di tutto il mondo si è fatto amare uno scienziato tedesco che ha “sedotto” i fenicotteri rosa e li ha riportati in Italia, in Sardegna, dove popolazioni di questi eleganti uccelli da qualche tempo a questa parte tornano a svernare.

Perché quest’isola deve tanto a Helmar Schenk?

Perché lo studioso dalla Sassonia ha anche lavorato affinché l’avvoltoio grifone, rapace quasi mitologico ed evocatore di antiche fiabe, sfuggisse all’estinzione volando sulle alture di Alghero. Perché, ancora, molte associazioni ambientaliste e di tutela del territorio sono nate anche grazie al suo contributo e impegno. Perché negli anni ‘70, quando il bracconaggio era inquadrato in un sistema di riferimenti culturali, Helmar si distinse per la sua lotta contro il commercio di trofei e pelli per il mercato del collezionismo. Per questo ricevette non poche intimidazioni. Anche la gente comune ha imparato un po’ di più ad avere amore per la natura grazie alla sua testimonianza.

Helmar Schenk è scomparso nel 2012 dopo oltre 40 anni di studio e impegno attivo per la salvaguardia della biodiversità e il riconoscimento del valore naturalistico delle zone umide. Giunto a Cagliari da giovane studente con una borsa di studio di un breve periodo, Schenk da qui non se ne è più andato. Un amore a prima vista durato una vita intera. I suoi colleghi e amici hanno voluto ricordare questo omine (onorificenza attribuita dal popolo sardo solo agli “uomini veri” cui si riconosce forza, intelligenza, grande umanità) dedicandogli un libro fotografico uscito la scorsa primavera dall’Unione sarda in collaborazione con l’Associazione per il parco Molentragius Saline Poetto: Una vita per la natura. Omaggio a Helmar Schenk.

L’affetto e la stima di chi gli è stato vicino si alternano al resoconto del lavoro scientifico di uno studioso appassionato: le testimonianze di colleghi tedeschi e italiani, compagni di studi e di appostamenti notturni sono infatti una carrellata di immagini (corredate da altrettante bellissime istantanee) del lavoro di Schenk e della sua meticcia identità. Il libro contiene infatti i più aggiornati dati a disposizione sui vertebrati che si riproducono in Sardegna.

Capace nello sciogliere la diffidenza dei pastori sardi più restii al dialogo, sono curiosi gli aneddoti sulla sua capacità di sviluppare tra la gente comune una coscienza ambientalista. Come quando convinse un ragazzo a liberare un falco pellegrino preso per le mani in cambio di un cucciolo di cane. O come quando iniziò a collaborare con informatori sulla pratica di caccia e impagliatura di animali rari o pregiati come il gipeto o il grifone.

Innamorato del nostro Paese, la massima che a lui si riconduce è questa spiazzante risposta data a chi gli chiedeva cosa avesse il Belpaese di così speciale da lasciare la sua Heimat: “Perché in Germania gli alberi sono in fila, in Italia no”.



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