Expo Milano 2015: fa (Via d’) acqua da tutte le parti?

di Veronica Meneghello

15,1 miliardi di budget iniziale. 442 giorni mancanti, 2140 già trascorsi.  29 milioni di visitatori attesi nel 2009, 21 milioni stimati nel 2013. 142 paesi stranieri partecipanti, ancora nessun rappresentante certo della società civile italiana. Ecco alcuni dei numeri dell’Esposizione Universale 2015 di Milano, per gli amici Expo.

Il 31 Marzo 2008 Milano veniva nominata sede ufficiale di Expo 2015. A quel tempo c’erano 1200 pagine di idee, programmi e volontà per dare un nuovo volto a Milano. Da allora sono saltate persone, soldi e progetti. “Qualche testa rotolerà” diceva la Regina di cuori. Ed Expo, di teste, ne ha fatte rotolare più di una: la triste sorte ha toccato  dapprima il Comune e poco dopo la Regione, oltre a tutta una lunga serie di nomi scomparsi uno dopo l’altro dal Comitato di Gestione. In quelle 1200 pagine c’erano 16 progetti cardine: oggi 11 sono cancellati o in stallo e solo 5 sono in corso d’opera, dopo aver subito forti ridimensionamenti. Tutta colpa del Paradiso, direbbe Francesco Nuti. Tutta colpa dei soldi, dicono i milanesi. Perché sono anni che nel capoluogo si assiste a passaggi di denaro, sotto il nome di Expo, senza però vederne il minimo beneficio. Oggi Expo Milano 2015 è un evento che di sostenibile ha solo il titolo: “Nutrire il Pianeta, energia per la vita”. Nel capoluogo lombardo si vedono cantieri aperti, cementificazione, cartelloni pubblicitari, bandiere colorate, mascotte di Walt Disney, ma nessuna concreta azione istituzionale a favore del miglioramento dell’ambiente urbano.

Progetto Via d'Acqua nord, centrale e sud. Foto di: www.expo2015.org

Progetto Via d’Acqua nord, centrale e sud. Foto di: www.expo2015.org

Insomma, da quel lontano 2008 ne è passata di acqua sotto i ponti e qui, il modo di dire, è più che mai azzeccato. Già, perché l’ultimo granellino che sta facendo rivoltare Milano ha per protagonista proprio l’acqua, più precisamente la cosiddetta Via d’Acqua. Il progetto, inizialmente al plurale (le Vie d’Acqua), fa parte dei 5 sopravvissuti, ridimensionato e riadattato, ma tenacemente protetto dalla giunta del sindaco Pisapia. Del resto i canali che letteralmente circondano Milano hanno una storia centenaria: la prima rete idrica milanese fu realizzata nel 1200 dai monaci cistercensi, nell’area che oggi racchiude il Parco Agricolo Sud Milano; i Navigli, che tanto caratterizzano la movida del capoluogo, sono invece opera del grande Leonardo Da Vinci; mentre la rete idrica della periferia nord si deve al Signor Villoresi, alle fine del 1800. Tutti ancora pienamente funzionanti nonché vitali per l’agricoltura periurbana e per la stessa città.

Il progetto Via d’Acqua, così come proposto da Expo Spa, vuole creare un nuovo canale irriguo lungo 20 km che colleghi il Canale Villoresi, a nord, con il Naviglio Grande, a sud, attraversando il sito Expo e i parchi milanesi della zona ovest con relativi interventi di riqualificazione. L’idea della Via d’Acqua potrebbe allora apparire sensata, anche al fine di esaltare l’importanza delle risorse idriche, una delle grandi problematiche globali. Eppure sul tema si è mosso il Comitato No Expo, si è creato l’apposito comitato No Canal, si svolgono continui dibattiti e attente analisi ambientali. L’ultima, organizzata da Italia Nostra Onlus, risale al gennaio 2013 e si basa sul progetto preliminare della Via d’Acqua. Le conclusioni a cui giunge il documento di osservazione ambientale motivano il fermento cittadino:

«un’infrastruttura di cospicue dimensioni […] non giustificata […] con un andamento che contraddice il naturale corso dei canali storici e che determina nei luoghi attraversati incongruenze e danni al paesaggio».

 

Manifestazione contro la Via d'Acqua a difesa dei parchi di Milano. Foto di: http://www.milanox.eu/

Manifestazione contro la Via d’Acqua a difesa dei parchi di Milano. Foto di: http://www.milanox.eu/

In poche parole uno scempio paesaggistico e culturale da 89 milioni di euro. Ecco spiegati i presidi giornalieri all’area e le perenni manifestazioni organizzate dal comitato No canal, la prossima domenica 16 febbraio. Ma Italia Nostra non si è fermata all’analisi del progetto: ha offerto una soluzione alternativa proponendo un percorso più rispettoso delle conformazioni ambientali e del valore storico delle aree attraversate. Il progetto, approvato dai comitati cittadini, è stato presentato di fronte ai rappresentanti di Expo Spa e del Comune di Milano senza ricevere alcuna approvazione. E allora la battaglia continua.



Bookmark the permalink.