Emergenza rifiuti in Sicilia? Basta un copia e incolla.

di Lory Strano

rifiuti-nuovoCommissariamenti, emergenza, tracimazione del percolato, discariche colme, differenziata sotto il 10%, sacchetti sull’asfalto, scioperi. Sono queste le immagini che richiamano lo smaltimento dei rifiuti in Sicilia. Eppure delle isole felici esistono già: basterebbe seguire il loro esempio. Se n’è parlato  in Commissione ambiente e territorio all’Ars in occasione della discussione sul piano regionale dei rifiuti.

Tra gli invitati Marco Lupo, Dirigente Generale Dipartimento regionale acqua e rifiuti, che dopo lo stop alla proroga del commissariamento straordinario per l’emergenza rifiuti (che dura da 20 anni) ha dichiarato:

«In 8 mesi in qualità di commissario ho fatto quel che potevo, il valore di questa figura si misura dagli atti, non c’è stata mancanza di atti ma di risultati. Io ho dovuto fare delle scelte, preferendo ampliamenti di impianti che avevano già l’Aia(autorizzazione integrata ambientale) e la Via (valutazione d’impatto ambientale). I nuovi impianti li lascio alle SRR(società per la regolamentazione del servizio gestione rifiuti):ora che il commissariamento è finito e io ne sono contento, è fuori dubbio che i finanziamenti li daremo».

I comuni intanto attraversano da sempre continue emergenze a cui si applicano ripetutamente soluzioni tampone. Il conferimento in discarica è molto costoso e considerato che il 90% della nostra immondizia va in discarica, le casse comunali non sono ben messe. 100 € a tonnellata la tariffa. Un dramma se si aggiunge  a tutto questo la disastrosa situazione della discarica di Bellolampo, i continui scioperi, le infiltrazioni mafiose. A fronte di una tassa tra le più care d’Italia, i siciliani hanno in cambio un pessimo servizio e i paesi affogano tra i sacchetti.

Quale sembra adesso la mossa più azzeccata? Portare avanti il piano regionale già approvato. Piano che per via della situazione emergenziale è atipico: vigente pur se sprovvisto di Vas. Aggiunge Lupo: «Una situazione anomala ma è così. Abbiamo un piano risalente a 3 anni fa che necessita in tempi stretti della Vas che abbiamo già avviato».

Sulla stessa riga si è pronunciato l’Assessore regionale per l’energia e i servizi di pubblica utilità, Marino Nicolò:

«Abbiamo un piano; giusto o sbagliato ce lo teniamo, per raggiungere una Vas immediata che garantisca finanziamenti europei, ci impegneremo però a realizzare solo quello che ci piace. Obiettivo principale del piano è dotare ciascuna SRR di impianti, controllare costi conferimento in discarica. Non voglio essere accusato di andare verso l’incenerimento dei rifiuti, questa è cattiva informazione. Io non escludo niente se viene dichiarato da studiosi che per raggiungere riciclo bisogna pensare anche ad altre misure».

Qualche dichiarazione ha suscitato perplessità tra i presenti. L’onorevole Girolamo Fazio si è detto colpito dalle parole dell’assessore e ha affermato di non avere la struttura regionale adeguata per vigilare sui bandi e su come si stanno formando, sia sull’illegalità di un piano con Vas postuma. Ha quindi proposto prima di un urgente iter per la Vas, l’aggiornamento ed il perfezionamento del piano che a detta di tutti risulta logicamente datato. Ma sia per l’assessore Marino che per il dirigente Lupo, la strada praticabile al momento è quella che porta dritta alla Vas per poi procedere con gli aggiustamenti.

«In un certo senso siamo avvantaggiati, non abbiamo termovalorizzatori, niente da distruggere ma solo da costruire – dice Marino – adesso bisogna concentrarsi su obiettivi».

E mentre la sala cominciava a svuotarsi (non che fosse piena di deputati, erano presenti solo 4 su 15) è arrivato il momento del comitato promotore della legge di iniziativa popolare “Rifiuti Zero”. Parla Danilo Pulvirenti, il presidente del progetto in Sicilia:

«I comuni Rifiuti Zero esistono anche da noi, un esempio splendido è Zafferana Etnea. Basta fare copia e incolla, sono 10 passi di cui 8 rispecchiano la normativa, non è utopia. L’attuale piano è obsoleto e non ha nemmeno l’elenco aggiornato delle ditte che riciclano. Ad esempio alcune prendono la plastica dal nord. Noi siamo come sentinelle sul territorio, sfruttateci».

E dopo aver donato alla commissione  un vademecum e il documentario Trashed, la parola è passata al sindaco di Zafferana Etnea, Alfio Russo che stupisce con la una testimonianza che sembra venire da lontano:

«Ho iniziato nel 2011 con una bilancia da 190 euro, una card magnetica, per far ottenere sconti ai cittadini in cambio di materiale da riciclare, piano piano, sensibilizzando i cittadini ho introdotto il porta a porta, dal 2% di raccolta abbiamo raggiunto il 90% e oggi in cambio dei rifiuti do acqua potabile, risparmio i soldi della discarica e ho avanzo di gestione. Senza saperlo ho applicato la strategia rifiuti zero».

Se un primo cittadino con un po’ di sforzo l’ha attuata senza conoscerla, vuol dire che basta solo volontà e buon senso.

Non si tratta solo di metodo per risanare le casse pubbliche ma anche potenziale occupazione. L’Unione Europea stima che ad ogni milione di tonnellate di rifiuti corrispondono 2400 posti di lavoro.

«Se in Sicilia ne produciamo 2 milioni, vuol dire che buttiamo in discarica con i rifiuti quasi 5000 opportunità», dice il professore Ginatempo Beniamino, ordinario di fisica a Messina. Questi ha inoltre rimarcato come il recupero energetico sia una truffa colossale e quanto la gestione dei rifiuti in Sicilia abbia aspetti di illegalità impressionanti contrari alle direttive europee e che potrebbe portare le associazioni ambientaliste a sporgere denuncia alla Procura.

In ultima battuta l’assessore Marino ha dichiarato: «Non pensiamo di eliminare il piano o non raggiungeremo gli obiettivi. Lavoriamo insieme in questa commissione, io manderò i miei per seguire tutti i lavori». In seguito alla seduta, il presidente della IV commissione,  Giampiero Trizzino ha istituito una una sottocommissione sul tema dei rifiuti.  Perché?

«Per sedersi ad un tavolo insieme ai soggetti interessati, dalle associazioni ambientaliste, alle imprese – ha dichiarato Trizzino – affinché si individuino le modifiche da apportare al piano che come ha detto l’assessore Marino, confermando ciò che già sapevamo, nasce già vecchio e necessita di essere aggiornato».

 

La storia continua…

 

 



Bookmark the permalink.