Clima, la WMO avverte: “Prepariamoci a secoli di riscaldamento globale”

di Francesco Paniè
(Fonte: giornalettismo.com)

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Il riscaldamento globale segnerà i secoli a venire. Bombe d’acqua, cicloni, tornados e siccità diverranno sempre più fenomeni con cui imparare a convivere. È importante perciò che i governi investano nelle migliori strategie di adattamento per salvaguardare la popolazione. Sono le allarmanti conclusioni che la WMO (World Meteorological Organization) trae dal suo studio annuale sugli eventi climatici estremi che hanno interessato il pianeta. L’istantanea fornita dall’organizzazione comprende inoltre le temperature, il riscaldamento degli oceani, l’innalzamento del livello delle acque marine, lo scioglimento dei ghiacci e la sempre maggior concentrazione di gas serra. Tutti indicatori di un progressivo aumento del cambiamento climatico. Il 2013, secondo la ricerca, è in linea con il trend degli ultimi anni in tema di riscaldamento globale. Proprio tredici dei quattordici anni più caldi di sempre, infatti, sono stati registrati nel 21° secolo. Prendendo poi in esame solo gli ultimi trenta, gli esperti hanno stabilito che ciascuna decade è stata più calda della precedente. Il periodo 2001-2010 si è rivelato il decennio più caldo che l’uomo abbia mai vissuto.

Nel 2013 la temperatura media del globo, contando terre e mari, si è attestata sui 14,5°C, in aumento di 0.03°C rispetto alla media del decennio 2001-2010.

Di certo eruzioni vulcaniche come quelle di El Niño e La Niña hanno contribuito ad influenzare le temperature – ha spiegato spiega il segretario generale della WMO, Michel Jarraud ma molti degli eventi estremi verificatisi nel 2013 sono in linea con quanto ci si poteva attendere come risultato dell’azione umana in rapporto al cambiamento climatico.

Per far fronte ai fenomeni sempre più violenti e imprevedibili dovuti al riscaldamento globale, la WMO sostiene la necessità di affinare diversi strumenti: dalle previsioni meteorologiche ai piani di gestione del rischio dei governi. Anche perché non c’è alternativa.

Il riscaldamento globale non si fermerà – ha aggiunto infatti Jarraud – La temperatura oceanica sta crescendo, e interessa profondità sempre maggiori. Oltre il 90% dell’energia in eccesso intrappolata dai gas serra viene immagazzinato negli oceani. Registriamo livelli record di questi gas, e ciò significa che le acque e l’atmosfera continueranno a scaldarsi per centinaia di anni. Le leggi della fisica non sono negoziabili.

L’organizzazione ha anche censito i fenomeni climatici del 2013 che possono essere assunti come indicatori dell’impronta antropica sul global warming. Si va dal tifone Hayan nelle Filippine alle ondate di calore in Australia e Argentina, dalle siccità nel sud-ovest dell’Africa, in Brasile e nella Cina meridionale ai forti monsoni indiani e alle piogge e inondazioni in aree cinesi, russe, dell’Europa centrale, in Sudan e in Somalia. E poi le inedite nevicate in Israele e Siria, il tornado in Oklahoma. Senza contare i già citati innalzamenti dei livelli di gas serra, delle temperature oceaniche e l’aumento dei ghiacci antartici a seguito (anche) del buco nell’ozono.



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